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Una filastrocca per il rientro a casa: dal cappotto al momento di giocare

Elena Ferridi Elena Ferri· 07/11/2026 15:56
Una filastrocca per il rientro a casa: dal cappotto al momento di giocare

Una filastrocca per il rientro a casa: dal cappotto al momento di giocare

Una filastrocca può rendere più prevedibile il rientro da scuola se segue i passaggi che avvengono davvero in casa: entrare, sistemare il cappotto, lavare le mani e trovare un momento per giocare. Non serve far correre il bambino da una tappa all’altra. I versi funzionano meglio come piccoli segnali di ciò che viene dopo, da ripetere con calma e modificare quando la giornata cambia.

Una filastrocca breve, da dire mentre si fa

Questa versione accompagna quattro gesti, senza pretendere che siano completati al ritmo della rima. Si può dire tutta all’ingresso oppure un verso alla volta, mentre il bambino si prepara al passaggio successivo.

La porta si apre, siamo arrivati,
scarpe e cappotto vanno sistemati.
Le mani nell’acqua fanno un girotondo,
poi ci fermiamo un piccolo secondo.
Quando siam pronti, senza fretta né gara,
il gioco ci aspetta e la casa si rischiara.

«Sistemati» non deve significare che il bambino faccia tutto da solo. Può appendere il cappotto, porgerlo a un adulto o metterlo nel posto concordato. Allo stesso modo, il «piccolo secondo» può essere un abbraccio, un bicchiere d’acqua o un po’ di silenzio. La filastrocca dà un ordine riconoscibile, non una tabella di marcia.

Adattare i versi alla routine reale della famiglia

Per renderla utile, osservate che cosa succede di solito tra l’apertura della porta e il gioco. Se dopo la scuola c’è la merenda, potete sostituire gli ultimi due versi con: «Una pausa e una merenda, se la fame si fa sentire; poi scegliamo insieme da dove partire». Se invece il bambino ha bisogno di stare tranquillo prima di giocare, nominate quella pausa. Una rima fedele alla vostra giornata è più facile da ricordare di una perfetta sulla carta.

Conviene scegliere parole che indicano gesti visibili: «appendiamo il cappotto» aiuta più di «mettiamo tutto a posto». Anche il punto in cui riporre le cose dovrebbe essere facile da raggiungere o prevedere l’aiuto di un adulto. Se il rientro cambia a seconda di chi accompagna il bambino, mantenete un ritornello comune e lasciate variabile il resto: «Siamo a casa, piano piano; cosa viene adesso? Dammi la mano».

Non occorre introdurre ogni passaggio nello stesso giorno. Potete cominciare con i due momenti che creano più esitazione, per esempio cappotto e lavaggio delle mani, e aggiungere la pausa solo quando la sequenza è familiare. Se ci sono fratelli con esigenze diverse, la rima può essere condivisa anche se ciascuno compie il proprio gesto con tempi e aiuti differenti.

Quando il rientro è faticoso, la rima resta un invito

Dopo una giornata a scuola, un bambino può essere stanco, affamato o desiderare subito attenzione. In quel momento ripetere i versi più forte o più in fretta rischia di trasformare la filastrocca in un ordine. Meglio usare una frase breve, accompagnarla con un gesto e dare tempo alla risposta: «Prima appoggiamo il cappotto, poi ci fermiamo insieme». Il resto della rima può aspettare.

Se il bambino non vuole recitarla, non è un problema: può ascoltarla, completare solo l’ultima parola o scegliere un verso nuovo. Anche il gioco finale non deve essere una ricompensa promessa in cambio di una routine impeccabile. È semplicemente la tappa che arriva dopo i gesti necessari, con spazio per una pausa quando serve.

La verifica più semplice è guardare se la filastrocca aiuta davvero a capire cosa viene dopo. Se un verso provoca discussioni ogni giorno, cambiate quel verso o il passaggio che descrive. Una routine prevedibile non è sempre identica: è una sequenza abbastanza chiara da permettere alla famiglia di ritrovarsi, anche nei pomeriggi meno lineari.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena esplora idee pratiche per accompagnare i bambini nella vita scolastica e nel tempo libero, dai giochi con lettere e numeri alle attività per i pomeriggi in casa. Scrive con un tono concreto e incoraggiante, pensando a proposte adattabili ai ritmi di ogni famiglia. Ama le letture condivise, le passeggiate e i progetti creativi senza troppe regole.