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Una filastrocca per salutarsi al mattino quando gli orari di casa sono diversi

Lorenzo Bianchidi Lorenzo Bianchi· 06/11/2026 17:02
Una filastrocca per salutarsi al mattino quando gli orari di casa sono diversi

Una filastrocca per salutarsi al mattino quando gli orari di casa sono diversi

Quando qualcuno esce prima che gli altri si sveglino, il saluto può arrivare con un biglietto. Basta una filastrocca breve, sempre uguale, che chi parte può lasciare e chi resta può leggere al risveglio: non serve essere tutti nella stessa stanza per condividere un piccolo rito del mattino.

La filastrocca da dire o lasciare sul tavolo

Io parto piano, tu dormi ancora,
ti lascio un ciao che aspetta l’ora.
Quando ti svegli, eccolo qua:
un bacio scritto che ti saluterà.

La filastrocca funziona sia detta a voce sia scritta su un foglio: chi esce presto può copiarla e firmarla, senza dover inventare ogni mattina un messaggio nuovo. Se il bambino è piccolo, un disegno accanto alle parole — un sole, una mano che saluta, due faccine — gli permette di riconoscere il biglietto anche prima di saper leggere.

Il testo parla di chi parte mentre l’altro dorme, ma si può adattare cambiando «io parto» in «noi partiamo» o sostituendo «tu dormi ancora» con «sei già fuori». Conviene modificare solo le parole necessarie: mantenere una parte riconoscibile aiuta a farne un saluto familiare, non un messaggio diverso ogni giorno.

Come farne un rito con orari diversi

Scegliete un posto preciso per il biglietto, per esempio accanto alla tazza della colazione o vicino allo zaino. Chi si alza dopo deve poterlo trovare facilmente, senza cercarlo per casa. Se preferite non usare carta ogni volta, potete scrivere la filastrocca su un cartoncino e aggiungere di giorno in giorno un piccolo segno, una data o una parola personale.

Il rito può avere anche una risposta, ma non deve diventare un compito. Chi trova il messaggio può lasciare un disegno, spostare il cartoncino in un punto concordato o raccontare più tardi di averlo letto. Così il saluto ha un seguito anche se la famiglia si ritrova soltanto nel pomeriggio o alla sera.

Se gli orari cambiano spesso, la stessa filastrocca può accompagnare anche un saluto di persona. Detela insieme quando capita di fare colazione nello stesso momento; negli altri giorni lasciatela scritta. Questa continuità rende il biglietto familiare, senza chiedere a nessuno di svegliarsi prima o di ritardare l’uscita per rispettare il rito.

Quando il biglietto non basta

Un saluto scritto non sostituisce una spiegazione se un bambino è preoccupato perché al risveglio non trova un genitore. In quel caso è utile dirgli prima, con parole semplici, chi uscirà presto, chi sarà in casa con lui e quando potrà rivedere la persona che è andata via. La filastrocca può accompagnare queste informazioni, non prenderne il posto.

Nei giorni più complicati è sufficiente anche una sola riga: «Sono uscito presto, ci vediamo dopo. Ti voglio bene». Il rito deve alleggerire il mattino, non aggiungere fretta o sensi di colpa. La cosa importante è che il messaggio sia sincero e che, quando possibile, ci sia poi un momento per ritrovarsi e raccontarsi la giornata.

Lorenzo Bianchi
Lorenzo Bianchi

Lorenzo scrive di organizzazione domestica e routine familiari, con attenzione alle soluzioni che aiutano a gestire giornate piene senza complicarle. Preferisce liste brevi, spazi facili da riordinare e attività da condividere in casa. Nei suoi articoli cerca un equilibrio tra ciò che va fatto e il tempo da dedicare ai bambini.