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Filastrocche per imparare l’alfabeto: come usarle nella lettura

Elena Ferridi Elena Ferri· 01/11/2026 07:06
Filastrocche per imparare l’alfabeto: come usarle nella lettura

Le filastrocche aiutano a imparare l’alfabeto quando il bambino non si limita a recitarlo: mentre ascolta o canta, deve poter vedere una lettera, ritrovarla in una parola e provare a collegarla al suono che sente. Sono un modo piacevole per iniziare, non una scorciatoia che da sola insegna a leggere. Meglio scegliere pochi versi brevi, ripeterli senza fretta e trasformarli in un piccolo gioco con lettere e parole scritte.

Scegliere una filastrocca che aiuti a osservare le lettere

Una filastrocca che elenca tutte le lettere in ordine può essere utile per familiarizzare con la sequenza dell’alfabeto. Se però l’obiettivo è avvicinarsi alla lettura, serve anche un testo che permetta di fermarsi su una lettera alla volta. Una rima breve con parole note al bambino, accompagnata dalle parole stampate in caratteri chiari, offre più occasioni per indicare, confrontare e riconoscere ciò che è scritto.

Si può usare una filastrocca già conosciuta oppure inventare due versi a partire da un nome familiare: «Marta mette il maglione, / mentre mangia un mandarino». La rima non deve essere perfetta. In questo esempio contano le parole che iniziano con M: pronunciate con naturalezza, permettono di ascoltare un suono ricorrente e poi cercare la lettera sulla pagina. Non occorre spiegare ogni parola o presentare molte lettere nello stesso momento.

Quando si sceglie un testo, conviene evitare che il ritmo renda le parole difficili da distinguere. Recitare velocemente può divertire, ma rallentare e fare una pausa prima di una parola attesa aiuta il bambino a partecipare: «Marta mette il…». Si può poi rileggere il verso mostrando dove comincia quella parola. Il gesto collega ciò che viene detto a ciò che è scritto, senza trasformare la filastrocca in un esercizio da svolgere correttamente.

Dal verso cantato alla parola scritta

Un’attività semplice parte dall’ascolto. Leggete la filastrocca una prima volta per intero; alla seconda, chiedete quale parola si ripete o quali parole sembrano cominciare allo stesso modo. Solo dopo mostrate il testo e indicate una delle parole riconosciute. Il bambino può cercarne un’altra con la stessa iniziale, aiutandosi anche con una lettera ritagliata o scritta su un cartoncino. Se non la trova, mostratela voi: l’obiettivo è esplorare il testo insieme, non verificare una prestazione.

È importante distinguere il nome della lettera dal suono che si ascolta nella parola. Sapere che una lettera si chiama «emme» è diverso dal riconoscere il suono iniziale di «Marta». Entrambe le conoscenze possono essere utili, ma per leggere il bambino dovrà imparare progressivamente a collegare i segni scritti ai suoni e a combinarli. Per questo, dopo aver individuato la M, si può mostrare «ma» all’inizio di «Marta», pronunciarlo e confrontarlo con l’inizio di un’altra parola semplice. La filastrocca fornisce il contesto; il piccolo confronto rende visibile il passaggio verso la lettura.

Non tutte le lettere hanno un rapporto identico e immediato con un solo suono: in italiano, per esempio, la C si legge diversamente in «casa» e «cena». Se una parola della filastrocca suscita una domanda, è meglio rispondere usando quella parola concreta anziché proporre la regola «ogni lettera fa sempre questo suono». Per i primi giochi scegliete esempi chiari, rimandando i confronti più complessi a quando il bambino sarà pronto a notarli.

Adattare il gioco senza trasformarlo in una prova

Con un bambino che ancora non riconosce le lettere, si può partire dalle rime e dai suoni: trovare una parola che «fa compagnia» a un’altra, battere le mani seguendo le parole di un verso o ascoltare se due nomi iniziano allo stesso modo. Con chi già riconosce alcune lettere, si può chiedere di cercarle nel testo o nel titolo di un libro. Con chi prova a leggere, invece, è più utile soffermarsi su una parola breve della filastrocca, lasciargli il tempo di decifrarla e poi rileggerla insieme nel verso.

Se il bambino recita tutta la filastrocca a memoria ma non sa indicare una parola scritta, non significa che il gioco sia fallito: ha imparato il testo orale, non ancora a leggerlo. Cambiate richiesta e offrite un indizio visivo, per esempio mostrando dove inizia il verso e seguendo le parole con il dito mentre le pronunciate. Se perde interesse, fermatevi. Pochi scambi attenti, ripresi in altri momenti, sono più utili di una ripetizione insistita.

Le filastrocche funzionano meglio accanto alla lettura condivisa di libri e alle occasioni quotidiane di osservare la scrittura, come un nome su un disegno. Se emergono difficoltà persistenti nell’ascoltare i suoni delle parole o nell’avvicinarsi alle attività di lettura, è opportuno parlarne con gli insegnanti: possono aiutare a capire quali proposte siano adatte al percorso del bambino. La filastrocca resta uno strumento flessibile per incuriosire e fare pratica, non un test né un metodo completo di insegnamento.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena esplora idee pratiche per accompagnare i bambini nella vita scolastica e nel tempo libero, dai giochi con lettere e numeri alle attività per i pomeriggi in casa. Scrive con un tono concreto e incoraggiante, pensando a proposte adattabili ai ritmi di ogni famiglia. Ama le letture condivise, le passeggiate e i progetti creativi senza troppe regole.