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Giocare con le rime usando i nomi degli animali

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 02/11/2026 17:02
Giocare con le rime usando i nomi degli animali

Per giocare con le rime usando i nomi degli animali basta scegliere un animale familiare, pronunciarne bene il nome e cercare insieme una parola che abbia lo stesso suono finale: «gatto–piatto», «cane–pane», «leone–pallone». Il gioco funziona meglio se resta una scoperta fatta a voce, senza chiedere subito al bambino di leggere, scrivere o trovare la risposta giusta. Si può iniziare con due parole proposte dall’adulto e lasciare che sia il bambino a decidere se «suonano bene insieme».

Come iniziare: ascoltare il suono finale

Partite da un animale che il bambino conosce, magari visto in un libro o durante una passeggiata. Dite il nome lentamente, senza spezzarlo in lettere, poi accostatelo a una parola in rima: «Il gatto cerca un piatto». Ripetete la coppia con una piccola pausa tra le parole. Il ritmo, una voce buffa o un battito di mani possono aiutare a prestare attenzione al suono, ma non devono trasformare il gioco in un esercizio da superare.

All’inizio è utile offrire una scelta: «Con cane sta meglio pane o scarpa?». Dopo aver ascoltato le due possibilità, il bambino può indicare, ripetere o inventare. Se non risponde, dite voi la rima e proseguite. Anche riconoscere una coppia proposta dall’adulto è un modo per partecipare; trovare parole nuove può arrivare più avanti.

Alcune coppie semplici da tenere pronte sono «rana–banana», «gallina–farina», «topo–scopo» e «cavallo–ballo». Non serve usarle tutte in una volta: pochi esempi chiari permettono di capire la regola senza perdere il piacere del gioco. Quando scegliete una parola, pronunciatela come fate normalmente. Una rima dovrebbe convincere all’ascolto, non soltanto perché le ultime lettere scritte sembrano uguali.

Tre modi per trasformare le rime in un gioco

Il primo è completare una frase lasciata in sospeso: «La gallina entra in cucina e trova la…». Se la risposta «farina» non arriva, potete suggerirla voi oppure cambiare frase: il senso della storia conta meno del piacere di sentire la rima. Usate immagini o oggetti vicini quando possono rendere le parole più concrete, per esempio un piatto mentre nominate il gatto.

Il secondo è il gioco delle due possibilità. Pronunciate il nome dell’animale e poi due parole, una in rima e una no: «leone: pallone o matita?». Alternate l’ordine delle risposte, così il bambino ascolta davvero invece di scegliere sempre la prima. Quando il meccanismo è chiaro, lasciategli il ruolo di conduttore: sarà lui a proporre due parole e a chiedere all’adulto quale fa rima.

Il terzo è inventare una storiella assurda di una o due frasi. «Un cavallo va al ballo» può diventare un disegno, una scenetta con pupazzi o l’inizio di un racconto improvvisato. Le immagini buffe aiutano a ricordare le coppie, ma non occorre che la storia sia logica. Fermatevi quando l’attenzione cala e riprendete in un altro momento: pochi scambi piacevoli valgono più di una lunga serie di tentativi forzati.

Quando una parola non fa rima e come reagire

Nel gioco delle rime si cercano suoni finali uguali o molto simili, non parole dello stesso argomento. «Gatto» e «cane» sono entrambi animali, ma non fanno rima; «gatto» e «piatto» sì. Anche cambiare soltanto la dimensione dell’animale non basta: «gatto» e «gattino» sono collegati nel significato, ma hanno finali diversi. Se il bambino propone una parola che non rima, potete accoglierne l’idea e poi riascoltare insieme: «Che bella parola! Sentiamo: gatto, gattino… finiscono allo stesso modo?».

Evitate di correggere ogni tentativo come fosse un errore scolastico. I bambini possono concentrarsi sulla storia, sul significato o su una somiglianza che sentono in un’altra parte della parola. Ripetere le due parole e aggiungere un esempio chiaro di rima permette di mostrare la differenza senza interrompere il gioco. Con bambini che stanno ancora imparando a parlare, è sufficiente ascoltare, ripetere e divertirsi con le sonorità; non è necessario chiedere loro di inventare rime da soli.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia raccoglie idee per trasformare materiali comuni in giochi educativi e lavoretti creativi da fare insieme ai bambini. Nei suoi articoli propone attività semplici, con passaggi chiari e varianti per età diverse. Le piace trovare modi per riutilizzare carta e scatole e preparare piccoli progetti che lascino spazio alla fantasia.