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Un gioco per riconoscere i cinque sensi con oggetti quotidiani

Elena Ferridi Elena Ferri· 30/10/2026 19:48
Un gioco per riconoscere i cinque sensi con oggetti quotidiani

Per aiutare un bambino a riconoscere i cinque sensi, prepara pochi oggetti quotidiani e invitalo a scoprire che cosa può osservare con occhi, orecchie, mani, naso e bocca. Il gioco funziona meglio se ogni turno parte da una domanda concreta, come «Che cosa senti?» o «Com’è al tatto?», anziché chiedere subito il nome del senso. L’assaggio è facoltativo: si fa solo con alimenti adatti al bambino e sotto la supervisione di un adulto.

Prepara cinque piccole prove con oggetti di casa

Disponi su un tavolo una scatola o un vassoio e scegli materiali familiari, puliti e integri. Per la vista possono bastare due oggetti di colori o forme diverse; per l’udito, un foglio da accartocciare e delle chiavi da far tintinnare tenendole in mano; per il tatto, un panno morbido e una spugna asciutta. Per l’olfatto puoi usare la scorza di un agrume o un’erba aromatica che il bambino conosce. Se vuoi includere il gusto, tieni da parte un piccolo assaggio di un alimento già presente nella sua dieta.

Non serve preparare cinque contenitori né trovare un oggetto diverso per ogni senso. Una mela, per esempio, si può guardare, toccare, annusare e, se adatta, assaggiare. È proprio questa una scoperta utile: gli oggetti non appartengono a un solo senso; siamo noi a scegliere quale usare per raccogliere un’informazione. Evita oggetti piccoli che possono essere messi in bocca, materiali taglienti, sostanze irritanti e profumi molto intensi.

Come si gioca: osserva, descrivi, poi dai un nome al senso

Mostra un oggetto e proponi una consegna alla volta. Con la spugna, per esempio, chiedi «Che cosa noti guardandola?» e ascolta la risposta. Poi invita il bambino a toccarla: «Ti sembra liscia, ruvida, morbida o dura?». Dopo la descrizione, collega l’esperienza al senso: «Per vedere abbiamo usato la vista; per sentire com’è sotto le dita abbiamo usato il tatto». Ripeti con pochi oggetti, lasciando al bambino il tempo di esplorare.

Per l’udito, produci un suono senza mostrare subito come lo hai fatto: accartoccia il foglio dietro la schiena o fai tintinnare le chiavi. Chiedi che cosa ha sentito e lascia che provi a indovinare la fonte. Poi mostra l’azione e ripetila insieme a lui. Non occorre bendare il bambino: nascondere per un momento l’oggetto è sufficiente e gli permette di partecipare senza disagio.

Per l’olfatto, avvicina l’oggetto senza imporre di annusarlo e chiedi se riconosce un odore o a che cosa gli fa pensare. Se includi il gusto, spiega prima che si assaggiano solo gli alimenti offerti dall’adulto, mai gli oggetti usati nelle altre prove. Verifica eventuali allergie, evita alimenti non adatti alla sua età e non forzare l’assaggio. Un bambino che non vuole mangiare può comunque partecipare alle altre prove e riconoscere il gusto attraverso una conversazione su sapori già conosciuti.

Rendi visibile ciò che il bambino ha scoperto

Alla fine di ogni turno, appoggia l’oggetto accanto a un semplice disegno dell’organo usato: un occhio, un orecchio, una mano, un naso o una bocca. Se lo stesso oggetto è stato esplorato in più modi, spostalo da un disegno all’altro. Puoi anche chiedere: «Come hai capito che era morbido?» oppure «Potevi scoprirne il colore tenendo gli occhi chiusi?». Sono domande che aiutano a distinguere l’informazione raccolta dal nome del senso, senza trasformare il gioco in un’interrogazione.

Con i bambini più piccoli usa due prove per volta e parole semplici, come «vedo» e «sento». Con chi riesce già a descrivere le sensazioni, aggiungi confronti: due tessuti che sembrano simili ma sono diversi al tatto, oppure due oggetti che fanno rumori differenti. Se il bambino confonde i sensi, ripeti l’esperienza invece di correggerlo subito: «Proviamo a chiudere gli occhi. Riesci ancora a sentire il rumore?». L’obiettivo non è ricordare cinque definizioni in ordine, ma accorgersi di quale parte del corpo lo ha aiutato a scoprire qualcosa.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena esplora idee pratiche per accompagnare i bambini nella vita scolastica e nel tempo libero, dai giochi con lettere e numeri alle attività per i pomeriggi in casa. Scrive con un tono concreto e incoraggiante, pensando a proposte adattabili ai ritmi di ogni famiglia. Ama le letture condivise, le passeggiate e i progetti creativi senza troppe regole.