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Il gioco del prima e dopo con fotografie: imparare le sequenze

Lorenzo Bianchidi Lorenzo Bianchi· 29/10/2026 14:17
Il gioco del prima e dopo con fotografie: imparare le sequenze

Il gioco del prima e dopo con fotografie: imparare le sequenze

Per giocare al prima e dopo con le fotografie bastano due o tre scatti che mostrino momenti diversi della stessa azione: il bambino li osserva, li mette in ordine e racconta che cosa è successo. La condizione più importante è che le immagini siano riconoscibili e presentino cambiamenti visibili. Fotografare una routine che il bambino conosce, come preparare una merenda o piantare un seme, rende più facile capire la sequenza senza dover indovinare una storia sconosciuta.

Preparare fotografie che aiutino davvero a capire l’ordine

Scegliete un’azione breve, con un inizio e un risultato chiari. Per esempio, potete fotografare una banana ancora intera, la banana mentre viene tagliata e i pezzi nel piatto. Scattate le foto durante l’attività, senza chiedere al bambino di ripetere i gesti solo per ottenere immagini perfette: conta che ogni passaggio sia distinguibile dal successivo.

All’inizio usate due fotografie molto diverse tra loro, come le mani sporche di colore e le mani pulite dopo averle lavate. Evitate invece coppie in cui cambia soltanto un dettaglio difficile da notare. Se mostrate più immagini, mantenete lo stesso soggetto e, quando possibile, un’inquadratura simile: uno sfondo completamente diverso può distrarre dal cambiamento che il bambino dovrebbe osservare.

Potete stampare gli scatti oppure mostrarli su un dispositivo, purché il bambino possa confrontarli facilmente. Prima di iniziare, controllate che nelle foto non compaiano persone o dettagli che preferite non condividere, soprattutto se pensate di stamparle fuori casa. Per il gioco non serve pubblicare le immagini: una raccolta privata di scene quotidiane è più che sufficiente.

Come giocare: osservare, ordinare, raccontare

Mescolate le due foto e mettetele entrambe davanti al bambino. Chiedete: «Che cosa vedi qui?» e lasciategli il tempo di descriverle. Solo dopo proponete la domanda sull’ordine: «Quale cosa è successa prima? Quale dopo?». Se indica una foto, invitatelo a spiegare quale particolare lo ha aiutato, senza pretendere subito una frase completa. Anche una risposta come «qui il piatto è vuoto» mostra che sta cercando un indizio.

Quando il bambino è a suo agio con due immagini, passate a tre: prima, durante e dopo. Disponetele in fila e raccontate insieme la piccola storia, indicando ogni fotografia mentre la nominate. Potete ripetere il gioco invertendo l’ordine iniziale degli scatti, ma non è necessario trasformarlo in una prova a tempo. L’obiettivo è collegare i cambiamenti osservati, non rispondere più velocemente possibile.

Se l’ordine scelto non è quello atteso, evitate di correggere subito con un «no». Chiedete piuttosto: «In questa foto l’acqua è già nel bicchiere: secondo te quando è stata versata?». Se la sequenza resta poco chiara, il problema potrebbe essere nelle fotografie. Riguardate insieme l’azione reale o scegliete immagini con passaggi più evidenti. Il confronto funziona meglio quando l’adulto aiuta a notare gli indizi, invece di suggerire continuamente la risposta.

Adattare la difficoltà senza cambiare gioco

Per iniziare, scegliete routine familiari che il bambino può anche mimare: mettere le scarpe, costruire una torre e poi smontarla, apparecchiare il tavolo. Il gesto può aiutare a ricostruire ciò che è accaduto. In seguito potete usare fotografie di un’attività svolta qualche giorno prima e chiedere al bambino di raccontarla a qualcuno che non era presente: dovrà scegliere le parole necessarie per rendere comprensibile la sequenza.

Per rendere il gioco più impegnativo, aggiungete uno scatto intermedio oppure proponete due sequenze brevi mescolate, chiedendo prima di raggruppare le foto che appartengono alla stessa attività. Introducete parole come «all’inizio», «poi» e «alla fine» mentre raccontate, senza richiederne l’uso a ogni turno. Se due azioni possono avvenire in ordini diversi, accettate più soluzioni motivate: non tutte le serie di fotografie hanno un’unica risposta corretta.

Che cosa osservare mentre il bambino gioca

Il gioco permette di vedere se il bambino riconosce un cambiamento, usa un particolare della foto per motivare la scelta e riesce a collegare più momenti in un racconto. Queste sono osservazioni utili per scegliere le immagini successive, non un test da superare. Una sequenza può risultare difficile perché lo scatto è ambiguo, perché l’attività non è familiare o semplicemente perché in quel momento il bambino ha voglia di fare altro.

Se perde interesse, fermatevi dopo poche foto e riprendete un altro giorno con un episodio che ha vissuto in prima persona. Potete anche lasciargli scegliere l’attività da fotografare: sapere già che cosa è accaduto gli consente di concentrarsi sugli indizi presenti nelle immagini e sul modo di raccontarli. Così il prima e dopo rimane un gioco condiviso, oltre che un’occasione per esercitarsi a mettere gli eventi in ordine.

Lorenzo Bianchi
Lorenzo Bianchi

Lorenzo scrive di organizzazione domestica e routine familiari, con attenzione alle soluzioni che aiutano a gestire giornate piene senza complicarle. Preferisce liste brevi, spazi facili da riordinare e attività da condividere in casa. Nei suoi articoli cerca un equilibrio tra ciò che va fatto e il tempo da dedicare ai bambini.