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Quando due fratelli vogliono lo stesso gioco: come proporre i turni

Elena Ferridi Elena Ferri· 25/10/2026 13:10
Quando due fratelli vogliono lo stesso gioco: come proporre i turni

Quando due fratelli vogliono lo stesso gioco, i turni funzionano meglio se l’adulto chiarisce chi lo sta usando adesso, quando potrà usarlo l’altro e come sarà riconoscibile il cambio. Non serve pretendere che chi gioca lo lasci immediatamente, né chiedere a chi aspetta di avere pazienza senza un riferimento concreto. Prima si ferma la contesa, poi si propone una regola breve e sostenibile per entrambi.

Fermare la contesa senza decidere chi ha «più ragione»

Se i bambini si tirano il gioco dalle mani, la prima cosa da fare è proteggerli e mettere al sicuro l’oggetto, soprattutto se può rompersi o diventare pericoloso. Con voce calma si può descrivere ciò che accade: «Lo volete tutti e due. Non possiamo tirarlo. Adesso troviamo un modo per usarlo a turno». È un intervento diverso dal cercare subito il colpevole: stabilisce un limite chiaro e lascia spazio alla soluzione.

Per decidere da dove partire, guarda la situazione concreta. Se un bambino stava già giocando, di norma può concludere una breve parte dell’attività prima di passare il gioco. Se invece entrambi lo hanno raggiunto nello stesso momento, l’adulto può scegliere un criterio semplice, come alternare chi inizia rispetto alla volta precedente. Conviene evitare che vinca sempre chi urla più forte o che il maggiore debba cedere automaticamente: sono scorciatoie rapide, ma rendono il turno meno prevedibile.

Proporre turni che i bambini possano capire

Un turno deve avere un confine osservabile. «Tra poco» può sembrare interminabile a un bambino piccolo; «finisci questo giro e poi tocca a tua sorella» è più chiaro se il gioco ha una fine riconoscibile. Per attività che non hanno un termine naturale, come usare una macchinina o un pupazzo, si può concordare un segnale esterno, per esempio un timer. La durata va scelta in base al gioco e alla capacità dei bambini di aspettare: l’obiettivo non è dividere ogni minuto con precisione, ma rendere credibile il cambio.

Spiega la sequenza prima di avviare il turno: «Prima giochi tu fino al segnale, poi lo usa tuo fratello. Quando finisce il suo turno, potrai chiederlo di nuovo». Se serve, indica anche dove resterà chi aspetta e che cosa potrà fare nel frattempo. Non occorre obbligarlo a scegliere un altro gioco: proporre un’alternativa è utile, ma la delusione per l’attesa può restare anche quando la regola è giusta.

Con bambini molto piccoli, turni brevi e accompagnati dall’adulto sono spesso più comprensibili di una lunga trattativa. Con bambini più grandi si può chiedere loro di proporre una soluzione prima di intervenire: «Come facciamo a sapere quando cambiare?». Se trovano un accordo praticabile, vale la pena lasciarlo funzionare; se l’accordo non viene rispettato, l’adulto torna a una regola semplice e verificabile.

Gestire le proteste e accompagnare il cambio

Chi aspetta può protestare anche dopo aver capito la regola. Riconoscere il dispiacere non significa anticipare il suo turno: «Lo vuoi adesso, è difficile aspettare. Tocca a te quando finisce questo giro». Ripetere poche parole coerenti è più utile di una lunga spiegazione nel pieno del litigio. Anche chi deve lasciare il gioco può arrabbiarsi; un avviso poco prima del cambio gli permette di prepararsi, senza trasformare ogni passaggio in una nuova negoziazione.

Quando arriva il momento, aiuta a compiere il gesto concreto: fermare il gioco, consegnarlo e iniziare il turno successivo. Se il passaggio scatena spinte o strattoni, interrompi l’uso dell’oggetto per il tempo necessario a ristabilire la calma. Non è una punizione per chi è deluso: è il limite necessario perché nessuno debba difendere il proprio turno con la forza. Appena i bambini sono pronti, si può riprendere dalla sequenza concordata.

Quando il turno non è la soluzione migliore

Non ogni oggetto deve essere condiviso nello stesso modo. Un gioco personale particolarmente importante può avere regole diverse da un gioco comune; è utile chiarirle in un momento tranquillo, non mentre i bambini litigano. Se un’attività richiede molto tempo per essere completata, interromperla a metà soltanto per ottenere turni identici può creare più frustrazione: meglio individuare una tappa sensata per il cambio o prevedere occasioni separate.

Osserva infine se la disputa si ripete sempre nelle stesse condizioni. Può darsi che entrambi vogliano il gioco quando l’adulto è occupato, che uno dei due non riesca mai a completare il proprio turno o che le regole cambino di volta in volta. In questi casi non basta chiedere di «condividere meglio»: rendere stabili le regole e intervenire prima che inizi lo strappo aiuta i bambini a fidarsi del fatto che il proprio momento arriverà.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena esplora idee pratiche per accompagnare i bambini nella vita scolastica e nel tempo libero, dai giochi con lettere e numeri alle attività per i pomeriggi in casa. Scrive con un tono concreto e incoraggiante, pensando a proposte adattabili ai ritmi di ogni famiglia. Ama le letture condivise, le passeggiate e i progetti creativi senza troppe regole.