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Rientro dal parco: un piccolo rituale per passare al momento tranquillo

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 28/10/2026 13:10
Rientro dal parco: un piccolo rituale per passare al momento tranquillo

Per rendere più sereno il rientro dal parco, può aiutare un rituale breve e riconoscibile: avvisare che il gioco sta per finire, fare insieme un ultimo gesto al parco e ripetere a casa una piccola sequenza prima di passare a un’attività calma. Non serve che il bambino smetta subito di essere eccitato: il rituale funziona meglio se gli dà il tempo di cambiare ritmo, senza trasformare ogni passaggio in una trattativa.

Preparare il rientro prima di dire «andiamo»

Il momento più difficile spesso non è uscire dal parco, ma interrompere un gioco che per il bambino è ancora in corso. Un avviso dato mentre sta giocando gli permette di orientarsi: «Tra poco facciamo l’ultimo giro e poi torniamo a casa». Con i più piccoli, un riferimento concreto come «ancora una discesa dallo scivolo» può essere più comprensibile di un’indicazione in minuti. È importante scegliere un limite che si possa mantenere, invece di annunciare ripetutamente «l’ultima volta».

Può essere utile lasciare al bambino una scelta piccola, dentro una decisione già presa: «Vuoi salutare prima l’altalena o lo scivolo?». La scelta non riguarda se tornare a casa, ma come concludere il gioco. Se è molto preso da ciò che sta facendo, avvicinarsi, chiamarlo per nome e aspettare che presti attenzione è spesso più efficace che ripetere l’avviso da lontano.

Un rituale breve tra il cancello e la porta di casa

Il rituale può avere tre gesti sempre nello stesso ordine: salutare il parco, occuparsi di un piccolo compito durante il tragitto e seguire una sequenza semplice appena entrati. Per esempio: un saluto con la mano al cancello, il bambino che tiene la propria borraccia, poi scarpe al loro posto e mani lavate. Sono azioni ordinarie; la loro utilità sta nel fatto che rendono prevedibile ciò che viene dopo.

Durante il tragitto non occorre chiedere subito calma o silenzio. Si può parlare di una cosa vista al parco, osservare le case lungo la strada oppure camminare senza aggiungere stimoli. Il passaggio va adattato alla giornata: se il bambino è stanco, affamato o infreddolito, conviene rientrare senza prolungare il saluto e occuparsi prima del bisogno immediato.

Una volta a casa, è utile proporre un’attività tranquilla già pronta e facile da iniziare: sfogliare un libro, disegnare o stare vicini sul divano. «Prima laviamo le mani, poi scegliamo un libro» dà una direzione più chiara di «adesso calmati». Il momento tranquillo non deve per forza iniziare con il bambino immobile: anche riordinare insieme pochi oggetti o raccontare la parte preferita del pomeriggio può fare da ponte.

Se protesta o il rituale non funziona

La protesta non significa necessariamente che il rituale sia sbagliato. Il bambino può essere deluso perché il gioco finisce, anche se sapeva che sarebbe successo. In quel momento si può riconoscere il dispiacere senza riaprire la decisione: «Vorresti restare, ti stavi divertendo. Oggi torniamo a casa; puoi scegliere tu come salutare». Se non vuole scegliere, l’adulto può accompagnare il rientro con calma, senza insistere perché partecipi a ogni gesto.

Se ogni uscita si conclude con fretta e tensione, vale la pena verificare l’organizzazione prima di aggiungere nuove regole. Forse si comincia a rientrare quando il bambino è già troppo stanco, oppure il tempo previsto non considera il tragitto e le necessità di casa. Anticipare l’avviso o semplificare la sequenza può essere più utile che inventare un rituale elaborato. Nei giorni in cui si deve partire rapidamente, basta conservarne un elemento riconoscibile, come il saluto al cancello: la continuità conta più della perfezione.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia raccoglie idee per trasformare materiali comuni in giochi educativi e lavoretti creativi da fare insieme ai bambini. Nei suoi articoli propone attività semplici, con passaggi chiari e varianti per età diverse. Le piace trovare modi per riutilizzare carta e scatole e preparare piccoli progetti che lascino spazio alla fantasia.