Una Mamma Mille PasticciIdee pratiche per vivere la famiglia ogni giorno

Un teatrino di cartone per le filastrocche: personaggi disegnati su sagome grandi

Elena Ferridi Elena Ferri· 07/11/2026 10:58
Un teatrino di cartone per le filastrocche: personaggi disegnati su sagome grandi

Un teatrino di cartone per le filastrocche: personaggi disegnati su sagome grandi

Per costruire un teatrino di cartone per bambini basta una scatola abbastanza ampia da nascondere le mani di chi muove i personaggi: si apre una finestra su un lato, si rinforza il bordo e si preparano sagome grandi con un’impugnatura sul retro. Il segreto, per raccontare una filastrocca senza perdere il ritmo, è scegliere pochi personaggi riconoscibili e farli entrare in scena nei versi giusti.

Trasformare la scatola in un palcoscenico stabile

Scegliete una scatola di cartone robusta e appoggiatela nella posizione in cui verrà usata, prima di disegnare o tagliare. Se chi anima la storia starà dietro al teatrino, la finestra va ricavata sulla faccia rivolta al pubblico; dal retro deve rimanere spazio per infilare le mani e muovere le sagome. Una scatola aperta dietro è comoda, purché resti ben stabile sul tavolo.

Disegnate una finestra larga, lasciando una cornice di cartone tutt’intorno e una fascia inferiore che faccia da bordo del palco. Un adulto può praticare il taglio con forbici robuste o taglierino, tenendo i bambini lontani dalla lama. Ripiegate o coprite con nastro di carta eventuali bordi ruvidi. Se la scatola tende a flettersi, rinforzate gli angoli e la cornice con altro cartone fissato all’esterno: il palco deve reggere anche quando le mani si muovono dietro.

Per decorarlo non serve rivestire ogni superficie. Un colore per la cornice, un cartello con il nome del teatrino e due tendine disegnate ai lati bastano a far capire dove guardare. Evitate tende di stoffa o altri elementi pendenti se ostacolano la vista o intralciano le sagome: la finestra deve restare libera durante il racconto.

Disegnare sagome grandi e facili da impugnare

Partite dalla filastrocca che volete recitare. Individuate due o tre figure che compaiono nei versi — per esempio un animale, il sole e una casa — e disegnatele su cartoncino con forme semplici e contorni marcati. Le sagome devono vedersi da qualche passo di distanza: occhi minuscoli e dettagli sottili si perdono, mentre un cappello, due orecchie o un colore diverso aiutano a riconoscere subito il personaggio.

Ritagliate le figure e, se il cartoncino è leggero, incollatele su un secondo strato. Sul retro fissate una striscia larga di cartone piegata a maniglia, così il bambino può stringerla senza coprire il disegno. Provate ogni sagoma nella finestra: deve poter salire, scendere e girarsi senza urtare troppo la cornice. Se un personaggio si piega mentre viene mosso, rinforzatelo sul retro invece di aggiungere un bastoncino appuntito.

Lasciate ai bambini la scelta dei colori e delle espressioni. Un personaggio può avere un lato allegro e uno assonnato, oppure una seconda sagoma può mostrare come cambia nel corso della filastrocca. Prima di prepararne molte, però, fate una prova con quelle essenziali: avere troppe figure da cercare dietro la scatola rende più difficile seguire le parole.

Animare la filastrocca senza perdere il filo

Recitate una volta la filastrocca ad alta voce e decidete insieme quando compare ciascun personaggio. Potete mettere le sagome in fila dietro il palco, nell’ordine di entrata, lasciando uno spazio separato per quelle che hanno già finito la loro parte. Chi racconta può pronunciare i versi mentre un altro bambino muove le figure; in seguito si possono scambiare i ruoli.

Per dare movimento non occorrono gesti complicati. Una sagoma che spunta lentamente al proprio nome, si ferma durante un ritornello e saluta prima di uscire racconta già una piccola storia. Se il testo è veloce, riducete i cambi di scena: lo stesso personaggio può restare visibile per più versi. Una breve prova davanti a un familiare aiuta a capire se le figure si vedono bene e se le mani di chi le muove restano nascoste.

Il teatrino può essere modificato dopo ogni racconto: si conservano scatola e impugnature riuscite, mentre si disegnano nuovi personaggi per un’altra filastrocca. Quando un bambino preferisce inventare una scena invece di seguire tutti i versi, si può lasciare spazio all’improvvisazione e riprendere il ritornello insieme. Il palco funziona anche così: offre una cornice al gioco, senza imporre una recita perfetta.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena esplora idee pratiche per accompagnare i bambini nella vita scolastica e nel tempo libero, dai giochi con lettere e numeri alle attività per i pomeriggi in casa. Scrive con un tono concreto e incoraggiante, pensando a proposte adattabili ai ritmi di ogni famiglia. Ama le letture condivise, le passeggiate e i progetti creativi senza troppe regole.