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Distinguere B e D nella lettura: attività visive per bambini

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 03/11/2026 07:06
Distinguere B e D nella lettura: attività visive per bambini

Per aiutare un bambino a distinguere B e D nella lettura, conviene partire da pochi confronti visivi chiari e passare subito alle lettere dentro sillabe e parole. C’è però una distinzione importante: le maiuscole B e D hanno forme diverse, mentre sono soprattutto le minuscole b e d, simili come immagini speculari, a creare esitazioni. Le attività funzionano meglio se sono brevi, ripetute con calma e adatte alle lettere che il bambino sta già imparando a leggere.

Osservare la differenza prima di leggere

Scrivete b e d minuscole grandi, con lo stesso carattere e la stessa dimensione. Indicate insieme l’asta verticale e la parte arrotondata: nella b l’asta è a sinistra, nella d è a destra. All’inizio evitate pagine piene di caratteri diversi, colori e decorazioni: se cambia anche la forma del font, capire quale dettaglio osservare diventa più difficile.

Una prima attività consiste nel preparare poche carte, alcune con b e altre con d, e chiedere di dividerle in due gruppi. Il bambino può dire ad alta voce che cosa vede — «asta a sinistra» o «asta a destra» — invece di indovinare la lettera in fretta. Quando riconosce le carte senza affidarsi alla posizione in cui sono state messe, mescolatele e cambiate l’ordine: così verificate che stia guardando la forma, non ricordando la sequenza.

Se la difficoltà riguarda anche le maiuscole, trattatele separatamente. Nella B si vedono due parti arrotondate sovrapposte; nella D una sola grande curva. Mettere insieme B, D, b e d fin dal primo esercizio può creare una sfida inutile: prima consolidate una coppia, poi confrontate maiuscole e minuscole.

Portare b e d dalle carte alle parole

Riconoscere una lettera isolata non significa riconoscerla mentre si legge. Dopo le carte, proponete sillabe che il bambino conosce già, come ba e da, presentate una alla volta e poi in ordine misto. Invitatelo a guardare la prima lettera prima di pronunciare la sillaba. Se sbaglia, non serve ripetere molte volte «guarda meglio»: tornate alle due forme, fate notare dov’è l’asta e riprovate.

Il passo successivo è cercare b e d in parole brevi e familiari, scritte in modo leggibile. Potete chiedere di cerchiare soltanto la lettera scelta oppure di indicarla mentre leggete insieme la parola. Cambiate attività quando l’attenzione cala: una piccola ricerca fatta con cura è più utile di un’intera pagina completata per stanchezza.

Per verificare se il riconoscimento sta diventando più stabile, riproponete in un altro momento alcune sillabe o parole già viste, senza lasciare davanti le carte usate come aiuto. Osservate se il bambino si corregge da solo, se deve fermarsi per controllare la forma o se confonde le lettere solo quando legge più velocemente. Queste differenze aiutano a scegliere il passo successivo, senza trasformare ogni esitazione in un errore da sottolineare.

Aiuti utili ed errori da evitare

Un riferimento visivo stabile, per esempio due lettere modello sul tavolo, può aiutare durante le prime prove. Deve però restare un supporto temporaneo: ogni tanto proponete una lettura senza modello, per capire se il bambino riconosce le lettere anche da solo. Se usate un gesto o un’immagine per ricordarne la forma, mantenete sempre lo stesso abbinamento; cambiare trucco da un giorno all’altro rischia di confondere più che aiutare.

Evitate di chiedere soltanto di copiare molte righe di b e d: scrivere può essere utile, ma non sostituisce il riconoscimento durante la lettura. Evitate anche gare a tempo o correzioni immediate a ogni sillaba. Lasciare qualche istante per osservare e autocorreggersi permette al bambino di usare il criterio visivo che sta imparando.

Confondere b e d nelle prime fasi dell’apprendimento non basta, da solo, a indicare un disturbo. Se però le difficoltà restano frequenti nonostante la pratica, coinvolgono molte altre lettere o rendono la lettura particolarmente faticosa, è opportuno parlarne con gli insegnanti e, se necessario, con il pediatra. Le attività a casa possono sostenere l’apprendimento, ma non sostituiscono una valutazione quando serve.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia raccoglie idee per trasformare materiali comuni in giochi educativi e lavoretti creativi da fare insieme ai bambini. Nei suoi articoli propone attività semplici, con passaggi chiari e varianti per età diverse. Le piace trovare modi per riutilizzare carta e scatole e preparare piccoli progetti che lascino spazio alla fantasia.