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Orientamento spaziale per bambini: giochi con dentro, fuori e accanto

Elena Ferridi Elena Ferri· 31/10/2026 19:48
Orientamento spaziale per bambini: giochi con dentro, fuori e accanto

Orientamento spaziale per bambini: giochi con dentro, fuori e accanto

Per aiutare un bambino a capire «dentro», «fuori» e «accanto», conviene partire da azioni che può vedere e compiere: mettere un pupazzo in una scatola, tirarlo fuori, sistemarlo accanto alla scatola. La condizione importante è rendere chiaro il punto di riferimento. «Accanto» non descrive una posizione da sola: il pupazzo è accanto alla scatola. Quando il bambino ha osservato e provato il movimento, può essere invitato prima a seguire una consegna e poi a descrivere ciò che ha fatto.

Da dove iniziare: un oggetto e un riferimento visibile

Servono pochi materiali: una scatola o un cesto, un pupazzo e uno spazio libero sul pavimento. L’adulto mostra un’azione alla volta e la nomina mentre la esegue: «Metto il pupazzo dentro la scatola». Poi lo sposta fuori e, infine, accanto. Usare gli stessi oggetti nei primi tentativi permette di concentrarsi sulla posizione che cambia, senza dover interpretare ogni volta una scena nuova.

Prima di chiedere al bambino di eseguire le istruzioni, è utile verificare che possa osservare bene la scena. Una scatola aperta rende evidente se l’oggetto è dentro; per «fuori», invece, è meglio appoggiare il pupazzo sul pavimento, ben separato dal contenitore. Per «accanto», sistemarlo vicino alla scatola, non dietro o parzialmente sotto. Posizioni ambigue rischiano di trasformare il gioco in un indovinello.

Tre giochi con dentro, fuori e accanto

Il pupazzo che cambia posto. L’adulto dispone pupazzo e scatola, poi chiede: «Dov’è il pupazzo?». Dopo qualche turno, i ruoli si scambiano: il bambino sposta il pupazzo e l’adulto descrive la posizione. In seguito si può dare una consegna breve, come «Metti il pupazzo accanto alla scatola». Se il bambino esita, basta mostrare di nuovo l’azione e riprovare, senza aggiungere altre istruzioni nello stesso momento.

Il percorso del corpo. Un cerchio appoggiato a terra, un tappeto o un’area delimitata con cuscini permettono di passare dagli oggetti al proprio corpo: «Entra dentro il cerchio», «Vai fuori», «Siediti accanto al cuscino». Il movimento rende concreta la differenza fra essere in uno spazio ed esserne fuori. Lo spazio va predisposto senza ostacoli su cui inciampare; non occorre far correre il bambino per rendere il gioco interessante.

La caccia alle posizioni. Si sceglie un oggetto familiare e lo si colloca, a turno, dentro un contenitore, fuori dal contenitore o accanto a esso. Il bambino lo cerca seguendo un indizio preciso: «La macchinina è accanto al cesto». Quando il meccanismo è chiaro, può essere lui a nascondere l’oggetto e a formulare l’indizio. Questo passaggio è utile perché distinguere una posizione mentre la si vede e comunicarla a qualcun altro sono due compiti diversi.

Come capire se la consegna è chiara e aumentare la difficoltà

Se il bambino non segue una richiesta, non significa necessariamente che non conosca la parola. Potrebbe non aver capito a quale oggetto riferirsi, essersi distratto oppure trovare poco evidente il confine dello spazio scelto. Prima di ripetere la consegna più forte o più volte, semplifica la scena: lascia solo gli oggetti necessari, indica il riferimento e mostra una volta il movimento. Le risposte gestuali contano anche quando il bambino non usa ancora con sicurezza i termini a voce.

Quando le tre posizioni risultano riconoscibili, cambia un elemento per volta: prima il pupazzo, poi il contenitore, oppure il luogo del gioco. Puoi passare da «Metti la palla dentro il cesto» a «Metti la palla fuori dal cesto» e chiedere «Dove si trova adesso?». Solo dopo prova consegne con due passaggi, per esempio «Tira fuori il pupazzo e mettilo accanto alla scatola». Se gli errori aumentano, torna a un’istruzione singola: l’obiettivo è capire le relazioni spaziali, non ricordare una lunga sequenza.

Vale la pena usare le stesse parole anche nella routine, senza trasformare ogni momento in una verifica: i giochi vanno dentro la cesta, le scarpe restano fuori dalla scatola, un libro si appoggia accanto al cuscino. Alternare gioco e situazioni quotidiane aiuta il bambino a riconoscere «dentro», «fuori» e «accanto» anche quando cambiano gli oggetti, mantenendo sempre esplicito il riferimento.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena esplora idee pratiche per accompagnare i bambini nella vita scolastica e nel tempo libero, dai giochi con lettere e numeri alle attività per i pomeriggi in casa. Scrive con un tono concreto e incoraggiante, pensando a proposte adattabili ai ritmi di ogni famiglia. Ama le letture condivise, le passeggiate e i progetti creativi senza troppe regole.