Le prime sottrazioni con il dado: un gioco da preparare

Per giocare con le prime sottrazioni basta preparare una piccola riserva di oggetti, lanciare un dado e togliere tanti oggetti quanti ne indica il risultato. La condizione importante è che il bambino possa vedere e spostare le quantità: prima compie l’azione, poi prova a raccontarla con una sottrazione. Con una riserva iniziale di dieci pedine e un comune dado a sei facce, il gioco si prepara in pochi minuti.
Prepara il materiale e una scheda facile da usare
Servono un dado, dieci piccoli oggetti uguali — per esempio tappi, bottoni grandi o mattoncini — e un foglio. Se gli oggetti sono piccoli, scegli materiali adatti all’età del bambino e sorveglia il gioco. Sul foglio disegna un riquadro per la «riserva», uno per gli oggetti «tolti» e una riga dove scrivere il calcolo. Non occorre una scheda elaborata: i due spazi devono soprattutto rendere visibile che gli oggetti non spariscono, ma vengono spostati.
Metti dieci pedine nel riquadro della riserva e lascia vuoto l’altro. Questo numero iniziale permette di togliere sempre il risultato di un lancio, senza arrivare a quantità negative. Se dieci oggetti sono troppi da seguire, inizia con sei: il bambino potrà comunque eseguire qualsiasi risultato del dado al primo lancio. Usa però una sola quantità iniziale per tutta la partita, così la consegna rimane chiara.
Come si gioca, dal lancio alla sottrazione
Il bambino lancia il dado, conta i puntini e sposta dalla riserva al riquadro «tolti» lo stesso numero di pedine, una alla volta. Poi conta quelle rimaste. Se parte da dieci e ottiene quattro, ne sposta quattro e ne trova sei nella riserva. A questo punto può dire «dieci meno quattro fa sei» e, se è pronto a scrivere, completare sul foglio 10 − 4 = 6.
Per i primi turni conviene ripartire ogni volta dalla quantità iniziale: rimetti tutte le pedine nella riserva prima di lanciare di nuovo. In questo modo ogni lancio propone una sottrazione completa e il bambino non deve anche ricordare il risultato del turno precedente. Un adulto può giocare a turno, senza trasformare la rapidità in una gara: ciò che conta è collegare i puntini del dado, le pedine spostate e quelle rimaste.
Quando il meccanismo è chiaro, prova una variante a più turni: non rimettere le pedine nella riserva dopo il lancio. Prima di spostarle, però, controllate insieme se ce ne sono abbastanza. Se il dado mostra cinque ma nella riserva ne restano tre, non forzare il calcolo: si può rilanciare oppure chiudere la partita e ricominciare da dieci. Stabilisci questa regola prima di iniziare, per evitare che un imprevisto interrompa la spiegazione.
Come aiutare il bambino senza fare il conto al suo posto
Se il risultato non arriva subito, chiedi «quante pedine c’erano all’inizio?», «quante ne hai spostate?» e «quante ne vedi ancora nella riserva?». Sono domande più utili di un semplice «riconta», perché distinguono le tre quantità della sottrazione. Lascia che il bambino tocchi o separi le pedine mentre conta; scrivere l’operazione può venire dopo, quando l’azione è comprensibile.
Un errore frequente è contare anche gli oggetti già tolti quando si cerca ciò che resta. Tenere i due riquadri ben separati aiuta a evitarlo. Se invece il bambino sposta un numero di pedine diverso dai puntini, fermatevi prima di contare il risultato: affiancare temporaneamente una pedina a ogni puntino può aiutarlo a verificare la corrispondenza.
Puoi fermare il gioco dopo pochi lanci riusciti e riprenderlo un altro giorno, variando gli oggetti ma mantenendo le stesse regole. Quando il bambino comincia ad anticipare quante pedine resteranno, invitalo a fare una previsione prima di spostarle e poi a controllarla. Il passaggio dal materiale al calcolo scritto diventa così una verifica di qualcosa che ha già osservato, non una formula da indovinare.

