Risolvere piccoli problemi di matematica con oggetti quotidiani

Per risolvere un piccolo problema di matematica con oggetti quotidiani, bisogna trasformare ciò che racconta il testo in un’azione visibile: mettere insieme, togliere, formare gruppi o distribuire. Bastano tappi, matite o mollette, purché ogni oggetto rappresenti sempre la stessa cosa e il bambino sappia spiegare che cosa sta facendo. Gli oggetti aiutano a capire il problema; l’operazione scritta arriva dopo.
Preparare gli oggetti e capire che cosa rappresentano
Scegliete materiali facili da prendere e spostare, meglio se tutti uguali quando si contano elementi della stessa categoria. Se il problema parla di otto biscotti, otto tappi possono rappresentare i biscotti: non occorre avere proprio dei biscotti sul tavolo. Prima di iniziare, dite esplicitamente «ogni tappo vale un biscotto». Questa corrispondenza evita che il bambino conti anche contenitori, mani o altri oggetti presenti nella scena.
Leggete il testo una prima volta senza muovere nulla. Poi individuate insieme la quantità iniziale, ciò che cambia e la domanda finale. Per esempio: «Luca ha cinque matite e ne riceve tre. Quante matite ha ora?». Si preparano cinque matite, se ne aggiungono tre e si conta il totale. Soltanto a quel punto si può scrivere 5 + 3 = 8. Se la risposta richiesta è in matite, anche la frase conclusiva deve esserlo: «Luca ha otto matite».
All’inizio conviene usare pochi elementi e lasciare spazio sul tavolo per separare ciò che c’era da ciò che viene aggiunto o tolto. Non serve trasformare ogni esercizio in un gioco elaborato: il vantaggio è poter vedere e correggere un passaggio. Se il testo presenta più informazioni, mettete da parte gli oggetti relativi a quelle non necessarie, senza inserirli nel conteggio.
Rappresentare azioni diverse: togliere, raggruppare, distribuire
Per una sottrazione, fate partire la rappresentazione dalla quantità iniziale. «Ci sono sette mollette; due vengono usate. Quante restano?»: disponete sette mollette, spostatene due fuori dall’insieme e contate quelle rimaste. Lasciare visibili anche le due mollette spostate aiuta a distinguere ciò che resta da ciò che è stato tolto. Se invece la domanda fosse «Quante mollette sono state usate?», il testo chiederebbe di contare un gruppo diverso.
Quando il problema parla di gruppi uguali, gli oggetti chiariscono il significato della moltiplicazione. Per «tre scatole con quattro matite ciascuna», formate tre gruppi separati di quattro matite e contate il totale. Si può poi scrivere 4 + 4 + 4 = 12 e, se il bambino conosce già la moltiplicazione, 3 × 4 = 12. Il punto importante è che le scatole sono tre, mentre le matite in ogni scatola sono quattro: scambiare questi ruoli nella spiegazione rende più difficile interpretare il testo, anche quando il totale non cambia.
Per una distribuzione in parti uguali, procedete un oggetto alla volta. Con dodici tappi da distribuire fra tre persone, preparate tre spazi sul tavolo e assegnate un tappo a ciascuno a turno, fino a esaurirli. Alla fine contate quanti tappi ci sono in ogni spazio. Se avanzano oggetti, non nascondeteli: potrebbero indicare un resto previsto dal problema oppure un errore nella distribuzione. Prima di scrivere il risultato, controllate che tutti abbiano ricevuto la stessa quantità.
Passare dagli oggetti alla risposta senza perdere il significato
Una volta costruita la scena, chiedete al bambino di raccontare il procedimento con parole proprie: «Sono partito da sette, ne ho spostati due, ne restano cinque». Poi invitatelo a scrivere l’operazione e una risposta completa. Questo ordine permette di verificare se i numeri scritti corrispondono davvero alle quantità rappresentate, anziché scegliere un’operazione solo perché nel testo compare una parola come «in tutto» o «restano».
Per controllare la risposta, tornate alla domanda e guardate gli oggetti pertinenti. Se si chiedeva quanti ne restano, non va contato anche il gruppo tolto; se si chiedeva quanti ne ha ciascuno, non basta indicare il totale distribuito. Può essere utile ripetere l’azione al contrario: dopo aver tolto due oggetti da sette, i cinque rimasti più i due spostati ricostruiscono la quantità iniziale.
Riducete gradualmente il supporto materiale quando il bambino riesce a prevedere il risultato e a motivarlo. Prima può muovere gli oggetti, poi limitarsi a disegnarli o a segnare gruppi e, infine, usare direttamente numeri e operazioni. Gli oggetti non sono una scorciatoia da eliminare in fretta: sono un modo per rendere chiaro che cosa rappresentano i numeri, da riprendere ogni volta che un testo nuovo crea confusione.

