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Giochi per distinguere i suoni iniziali delle parole

Lorenzo Bianchidi Lorenzo Bianchi· 03/11/2026 06:00
Giochi per distinguere i suoni iniziali delle parole

Per aiutare un bambino a distinguere i suoni iniziali delle parole, conviene partire dall’ascolto: dite due parole familiari, pronunciatele con naturalezza e chiedete se iniziano allo stesso modo. «Mela» e «mano», per esempio, cominciano entrambe con il suono /m/. Non occorre conoscere le lettere né saper leggere: il gioco riguarda ciò che si sente, non ciò che si vede scritto.

Come preparare un gioco che resti semplice

Scegliete pochi oggetti o immagini di cui il bambino conosce bene il nome. Prima di chiedergli di confrontare le parole, nominate insieme ogni figura: se davanti a un’immagine l’adulto dice «automobile» e il bambino dice «macchina», il gioco diventa ambiguo. All’inizio funzionano parole brevi e comuni, pronunciate senza fretta e senza aggiungere spiegazioni a ogni tentativo.

Per rendere più evidente l’inizio, potete usare un suono che si lascia prolungare, come /m/ in «mela» o /s/ in «sole». Fate ascoltare la parola intera e, se serve, ripetetela mettendo leggermente in rilievo il primo suono: «mmmela». Evitate però di trasformare ogni parola in una sequenza artificiale di suoni. Lo scopo è riconoscere l’inizio anche quando la parola viene detta normalmente.

Tre giochi da fare con oggetti, immagini e parole

La coppia che comincia uguale. Mettete sul tavolo un oggetto o un’immagine di riferimento, per esempio una mela, e proponete due alternative: «mano» e «sole». Chiedete: «Quale comincia come mela?». Dopo la scelta, ripetete le due parole accostate: «mela, mano». Se il bambino è incerto, fate ascoltare di nuovo senza anticipare subito la risposta. Quando il confronto riesce, cambiate parola di riferimento, mantenendo sempre poche opzioni.

La caccia al suono. Scegliete un suono iniziale e cercate nella stanza oggetti il cui nome cominci così. Con /s/ potrebbero comparire «sedia» e «scatola» solo se state cercando il suono scritto con la lettera s in parole che iniziano effettivamente allo stesso modo: in questo caso, però, «sedia» inizia con /s/ e «scatola» con un suono diverso. Una coppia più chiara è «sedia» e «sole». Nominate ad alta voce anche gli oggetti che non vanno bene: escluderli è parte del gioco, non un errore da correggere in fretta.

L’intruso. Dite tre parole, due con lo stesso suono iniziale e una diversa: «mela, mano, sole». Il bambino individua quella che comincia in un altro modo. Potete accompagnare ogni parola con un’immagine, ma non mostrate la parola scritta. Per aumentare la difficoltà, cambiate l’ordine delle risposte e proponete parole meno simili nel resto: così il bambino deve ascoltare proprio l’inizio, anziché affidarsi a una rima o a un’associazione di significato.

Quando passare a confronti più difficili

Se il bambino riconosce facilmente coppie molto diverse, provate a togliere le immagini e a usare soltanto la voce. In un secondo momento potete confrontare parole che iniziano con suoni vicini, come «palla» e «bambola», senza insistere se la differenza non è ancora chiara. Una variante utile è lasciare che sia il bambino a proporre una parola che cominci come quella detta dall’adulto: richiede più lavoro del semplice scegliere tra due possibilità, quindi è normale che arrivi dopo.

Tenete distinto il primo suono dalla prima sillaba. «Mela» e «mano» iniziano con lo stesso suono /m/, ma non con la stessa sillaba («me» e «ma»). Se il bambino risponde pensando alla sillaba, non serve dirgli che ha «sbagliato tutto»: ripetete le parole e chiarite quale pezzetto state ascoltando. Anche il nome della lettera può confondere: «emme» è il nome della lettera M, mentre all’inizio di «mela» si sente /m/.

Errori da evitare e segnali da osservare

Non scegliete gli esempi guardando soltanto la prima lettera scritta. «Sedia» e «scatola» iniziano entrambe con S sulla pagina, ma non con lo stesso suono; al contrario, l’obiettivo di questi giochi è prestare attenzione alla voce. Evitate anche serie lunghe di domande tutte uguali: pochi tentativi durante un momento piacevole sono più utili di una verifica che stanca il bambino.

La capacità di isolare il primo suono si costruisce gradualmente e può essere più impegnativa del riconoscere parole che fanno rima o sillabe battute con le mani. Se un gioco risulta difficile, tornate a due parole familiari, ripetetele e lasciate al bambino il tempo di ascoltare. Se le difficoltà nel comprendere o distinguere i suoni del parlato sono persistenti e si notano anche nelle conversazioni quotidiane, confrontatevi con gli insegnanti o con un professionista qualificato: il gioco può offrire occasioni di ascolto, ma non sostituisce una valutazione.

Lorenzo Bianchi
Lorenzo Bianchi

Lorenzo scrive di organizzazione domestica e routine familiari, con attenzione alle soluzioni che aiutano a gestire giornate piene senza complicarle. Preferisce liste brevi, spazi facili da riordinare e attività da condividere in casa. Nei suoi articoli cerca un equilibrio tra ciò che va fatto e il tempo da dedicare ai bambini.