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Un gioco per associare le forme agli oggetti quotidiani

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 01/11/2026 17:02
Un gioco per associare le forme agli oggetti quotidiani

Per aiutare un bambino ad associare le forme agli oggetti quotidiani, prepara alcune sagome di carta e proponigli di trovare in casa oggetti che abbiano la stessa forma. Inizia con pochi esempi facili da riconoscere, come un piatto rotondo o un libro rettangolare, poi lascia che sia lui a cercare, confrontare e motivare gli abbinamenti. Il gioco funziona meglio se può osservare e toccare gli oggetti, senza dover indovinare la risposta che ha in mente l’adulto.

Preparare sagome e oggetti senza complicare il gioco

Ritaglia da un cartoncino un cerchio, un quadrato, un triangolo e un rettangolo, abbastanza grandi da poter essere maneggiati. Se il bambino sta iniziando a riconoscere le forme, puoi partire soltanto da cerchio e rettangolo e aggiungere le altre in seguito. Non servono carte illustrate o materiali acquistati: le sagome sono un riferimento visivo da tenere accanto agli oggetti reali.

Scegli una stanza e controlla prima che ci siano alcuni oggetti adatti. Un piatto o un sottobicchiere possono richiamare il cerchio; la copertina di un libro, il rettangolo; una piastrella quadrata, il quadrato. Per il triangolo, se non trovi un oggetto immediatamente riconoscibile, puoi costruirne uno con tre bastoncini grandi oppure rimandare quella forma a un altro momento. Evita di forzare l’abbinamento pur di usare tutte le sagome.

Metti da parte oggetti fragili, taglienti o troppo piccoli per il bambino. Se vuoi includere qualcosa che non può prendere in mano, come uno specchio fissato alla parete, potete indicarlo e osservarlo insieme. La ricerca può svolgersi su un tavolo con oggetti già selezionati oppure nella stanza: la prima modalità riduce le distrazioni, la seconda rende più interessante la scoperta.

Come si gioca: cercare, abbinare e spiegare

Disponi le sagome sul tavolo e mostra un esempio: «Il piatto visto dall’alto assomiglia a questo cerchio». Poi invita il bambino a scegliere un oggetto e ad appoggiarlo vicino alla sagoma corrispondente. Se gli oggetti restano al loro posto, può portarvi la sagoma o semplicemente indicare la coppia. Procedete un abbinamento alla volta, lasciandogli il tempo di guardare i contorni e di cambiare idea.

La parte più utile del gioco è la conversazione. Chiedi «Che cosa ti fa pensare al rettangolo?» oppure «Ha angoli o è tutto curvo?». Se un abbinamento non ti convince, prova a confrontare insieme i due elementi anziché dire subito che è sbagliato. Puoi sovrapporre la sagoma a un oggetto piatto oppure tracciarne il contorno nell’aria con un dito. L’obiettivo non è completare una serie di risposte, ma notare caratteristiche che si ritrovano in cose diverse.

Quando le associazioni più semplici diventano familiari, inverti il compito: indica una sagoma e chiedi di trovare nella stanza qualcosa che le assomigli. Un’altra variante è mettere sul tavolo due oggetti simili, per esempio un libro e un sottobicchiere quadrato, e chiedere quale dei due ricorda di più il rettangolo. Cambiare il punto di partenza mantiene il gioco interessante senza aggiungere regole difficili.

Quando un oggetto sembra avere più forme

Gli oggetti reali non sono sagome: hanno spessore e possono apparire diversi a seconda di come li guardiamo. Una scatola, per esempio, può mostrare una faccia rettangolare e un’altra quadrata; un bicchiere può ricordare un cerchio se osservato dall’alto. In questi casi chiedi «Da quale lato lo stai guardando?» e considera valida la risposta se il bambino riesce a mostrare la parte a cui si riferisce.

Può anche capitare che il bambino associ un oggetto per colore, funzione o somiglianza generale invece che per forma. Riporta con calma l’attenzione sul bordo: «Proviamo a seguire il contorno con il dito». Se preferisce inventare accostamenti insoliti, ascolta la sua spiegazione prima di correggerlo. Una breve ricerca fatta con curiosità è più utile di un esercizio prolungato quando l’attenzione è già finita.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia raccoglie idee per trasformare materiali comuni in giochi educativi e lavoretti creativi da fare insieme ai bambini. Nei suoi articoli propone attività semplici, con passaggi chiari e varianti per età diverse. Le piace trovare modi per riutilizzare carta e scatole e preparare piccoli progetti che lascino spazio alla fantasia.