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Immagini fuori ordine: aiutare i bambini a ricostruire una storia plausibile

Lorenzo Bianchidi Lorenzo Bianchi· 08/11/2026 12:40
Immagini fuori ordine: aiutare i bambini a ricostruire una storia plausibile

Per aiutare un bambino a riordinare immagini mescolate, non serve chiedergli subito la sequenza «giusta». È più utile invitarlo a osservare che cosa cambia da una scena all’altra e a spiegare perché una potrebbe venire prima dell’altra. Se le figure non impongono un unico ordine, anche soluzioni diverse possono funzionare: conta che il racconto colleghi le scene in modo comprensibile.

Come presentare le immagini senza suggerire la risposta

Scegli poche figure legate da personaggi, luoghi o oggetti riconoscibili e disponile sul tavolo in ordine sparso, tutte ben visibili. Prima di spostarle, lascia al bambino il tempo di descrivere ciò che vede: «Chi c’è?», «Che cosa sta facendo?», «Che cosa noti sul tavolo?». Questa prima osservazione evita che si affidi soltanto alla posizione delle carte o a un dettaglio vistoso.

Puoi poi proporre una consegna aperta: «Proviamo a metterle in un ordine che permetta di raccontare una storia». Non numerare le immagini sul davanti e non indicare subito quale dovrebbe essere la prima. Se stai usando un materiale con una soluzione prevista, puoi tenerla per te durante l’attività e confrontarla solo dopo aver ascoltato la spiegazione del bambino.

Per iniziare, può essere comoda una situazione quotidiana con cambiamenti visibili. Per esempio, tre scene mostrano un bambino accanto a un vaso vuoto, il bambino che pianta un seme e una piantina che spunta. Non occorre che ogni passaggio sia illustrato: proprio lo spazio tra le immagini permette di chiedere che cosa potrebbe essere successo nel frattempo.

Quali indizi aiutano a capire il prima e il dopo

Invita il bambino a cercare trasformazioni, non solo somiglianze. Un oggetto prima integro e poi rotto, una macchia che compare, una porta che viene aperta o un personaggio che cambia posizione possono suggerire un rapporto temporale. La domanda utile non è soltanto «Quale viene prima?», ma «Che cosa deve essere successo perché si arrivi a questa scena?».

Se il bambino propone un ordine, chiedigli di raccontarlo dall’inizio alla fine indicando le figure mentre parla. Puoi aiutarlo con domande brevi: «Da dove arriva quell’oggetto?», «Chi lo ha spostato?», «Qui il personaggio sa già che cosa è successo?». Non sono domande-trabocchetto: servono a verificare insieme se i passaggi si tengono, senza sostituire la sua idea con quella dell’adulto.

Quando manca un collegamento, offri la possibilità di aggiungere una frase di raccordo invece di cambiare immediatamente l’ordine. «Tra queste due scene potrebbe essere accaduto qualcosa che non vediamo?» aiuta a distinguere ciò che l’immagine mostra da ciò che il bambino immagina. Per un’attività centrata sulla costruzione di un racconto con poche scene, trovi altri spunti nella guida su come raccontare una storia in tre immagini; qui l’attenzione resta sulla scelta e sulla giustificazione dell’ordine.

Quando più ordini sono plausibili

Alcune sequenze hanno indizi abbastanza forti da rendere un ordine molto più convincente degli altri. Se si vede prima un bicchiere pieno, poi qualcuno che lo rovescia e infine il tavolo bagnato, una ricostruzione che mette il tavolo bagnato all’inizio richiede una spiegazione aggiuntiva. Puoi far notare la difficoltà con calma: «Se questo è già successo, che cosa rappresenta allora la scena del bicchiere?».

In altri casi le immagini sono ambigue. Una persona con l’ombrello davanti alla porta potrebbe stare uscendo oppure rientrando; una pozzanghera potrebbe comparire prima o dopo una scena di pioggia. Se il bambino costruisce un racconto coerente con ciò che si vede, non c’è bisogno di correggerlo solo perché avevi immaginato un’altra soluzione. Puoi chiedere: «Riusciremmo a raccontare una storia diversa cambiando posto a queste due figure?».

Questo confronto allena a motivare le scelte, non a indovinare il pensiero dell’adulto. Per mantenerlo concreto, tornate sempre alle immagini: quali dettagli sostengono la nuova versione? Quali invece diventano difficili da spiegare? Una storia fantasiosa può essere plausibile all’interno del gioco, purché il bambino riesca a collegare i passaggi senza contraddire continuamente ciò che le figure mostrano.

Come intervenire se il bambino si blocca

Se scegliere la prima immagine è difficile, riduci il compito: proponi di confrontarne solo due e chiedi quale cambiamento si vede tra loro. Puoi anche lasciare che il bambino ne scelga una come punto di partenza provvisorio e provi a raccontare che cosa viene dopo. Spostare le figure mentre si parla rende più semplice rivedere un’ipotesi senza viverla come un errore.

Evita di trasformare ogni esitazione in una correzione. Puoi descrivere ciò che noti — «Qui il pacco è chiuso, qui è aperto» — e lasciare al bambino la scelta di come collegare le scene. Se l’ordine non funziona, rileggete insieme il racconto indicando ogni immagine: spesso è il bambino stesso a individuare il punto in cui manca un passaggio o a proporre una disposizione migliore.

Lorenzo Bianchi
Lorenzo Bianchi

Lorenzo scrive di organizzazione domestica e routine familiari, con attenzione alle soluzioni che aiutano a gestire giornate piene senza complicarle. Preferisce liste brevi, spazi facili da riordinare e attività da condividere in casa. Nei suoi articoli cerca un equilibrio tra ciò che va fatto e il tempo da dedicare ai bambini.