Raccontare una fiaba cambiando il finale: attività di scrittura creativa

Raccontare una fiaba cambiando il finale: attività di scrittura creativa
Per raccontare una fiaba cambiando il finale, basta scegliere una storia conosciuta, individuare il momento in cui può prendere un’altra direzione e riscrivere ciò che accade da lì in poi. La condizione è che il nuovo finale nasca dagli eventi e dai personaggi già presenti: non deve essere per forza felice o sorprendente, ma deve avere una sua logica.
Preparare l’attività: quale fiaba e quale punto di svolta?
Una fiaba familiare permette di concentrarsi sulla scrittura invece che sulla ricostruzione della trama. Prima di iniziare, fate raccontare o riassumere la storia con poche domande: chi desidera qualcosa? Quale ostacolo incontra? Quale decisione porta verso il finale originale? Non serve ricopiare tutta la fiaba: è sufficiente avere chiari i fatti necessari per capire il cambiamento.
Il punto di svolta funziona meglio se precede l’ultima conseguenza importante. In Cappuccetto Rosso, per esempio, si può partire dall’arrivo davanti alla casa della nonna e chiedere: «Che cosa succede se Cappuccetto nota qualcosa di strano prima di entrare?». La domanda apre una possibilità senza scrivere già la soluzione al posto di chi svolge l’attività.
Se il compito è destinato a bambini più piccoli, scegliete un solo momento da cambiare e lasciate invariati gli altri elementi. Per chi ha più dimestichezza con la scrittura, si può aggiungere un vincolo: conservare l’ambientazione, far intervenire un personaggio secondario oppure mostrare una conseguenza inattesa della nuova scelta.
Scrivere il nuovo finale in tre passaggi
Prima di stendere il testo, preparate una breve scaletta con tre risposte: che cosa cambia rispetto alla fiaba originale, come reagiscono i personaggi e quale situazione si crea alla fine. Questa sequenza aiuta a evitare il salto brusco da «succede qualcosa di diverso» a «vissero tutti felici e contenti», senza spiegare come ci si è arrivati.
Si può poi iniziare con una frase di raccordo, per esempio «Quando arrivò davanti alla porta, Cappuccetto si fermò» oppure «Quella volta, però, il lupo non trovò la casa vuota». Da lì, il racconto deve seguire la nuova strada: se un personaggio scopre un pericolo, la sua azione successiva dovrebbe tenerne conto. Anche un finale buffo o fantastico risulta più efficace quando le sue conseguenze sono comprensibili.
Il testo non deve necessariamente essere lungo. È più utile dedicare qualche frase alla decisione che cambia la storia, qualche altra a ciò che provoca e una chiusura che faccia capire dove sono arrivati i personaggi. Un dialogo breve può rendere visibile la scelta, ma non è obbligatorio: se rallenta il racconto, si può narrare l’azione direttamente.
Rileggere: il finale nuovo funziona?
La prima verifica non riguarda gli errori ortografici, ma la comprensione. Chi legge capisce in quale punto la fiaba cambia? La reazione dei personaggi è coerente con quello che sanno? Il finale risolve il problema principale oppure lascia intenzionalmente una domanda aperta? Se manca un passaggio, spesso basta aggiungere una frase che mostri una scelta, una scoperta o una conseguenza.
Solo dopo conviene rileggere per sistemare frasi troppo lunghe, ripetizioni e tempi verbali. Un controllo utile è leggere ad alta voce: quando un punto costringe a fermarsi per capire chi sta parlando o che cosa è successo, probabilmente va chiarito. Nella revisione si può anche verificare che l’inizio del nuovo finale si colleghi bene alla parte della fiaba rimasta invariata.
Come proporla senza trasformarla in un esercizio a risposta giusta
Cambiare il finale non significa indovinare quello «migliore». Un bambino può scegliere di far collaborare due avversari, un altro di lasciare al protagonista il compito di risolvere da solo il problema. Chiedere «Perché il personaggio fa questa scelta?» aiuta più che imporre una morale o un lieto fine.
Se l’attività si svolge in gruppo, ogni partecipante può partire dallo stesso punto di svolta e condividere solo la propria chiusura. Il confronto mostra che una storia può prendere direzioni diverse senza perdere coerenza. Per dare un riscontro concreto, indicate un passaggio riuscito e una domanda utile alla revisione, come «Come fa la nonna a sapere che Cappuccetto è in pericolo?». Così la correzione sostiene l’invenzione, invece di sostituirla.

