Filastrocca dei mesi dell'anno con parole legate alle stagioni

Per ricordare i mesi dell’anno, può aiutare recitarli sempre nello stesso ordine e collegarli a immagini facili da visualizzare. Questa filastrocca parte da gennaio e arriva a dicembre: dopo averla letta, un’attività con quattro cartellini permette di associare ogni mese alla sua stagione.
La filastrocca dei dodici mesi
Leggete la filastrocca una prima volta indicando i mesi con le dita. Alla seconda lettura, fermatevi alla fine di ogni verso e provate a ricordare quale mese viene dopo. Le parole stagionali sono piccoli indizi: servono ad aiutare la memoria, non a descrivere il tempo che farà ogni anno.
Gennaio mette sciarpa e cappello,
febbraio ha il cielo freddo e bello.
Marzo chiama un fiore sul prato,
aprile arriva con l’ombrello spiegato.
Maggio fa le foglie più verdi,
giugno dice: «La scuola la perdi!»
Luglio cerca l’ombra e il mare,
agosto porta un gelato da gustare.
Settembre riapre il quaderno a colori,
ottobre raccoglie castagne e tesori.
Novembre soffia tra le foglie per terra,
dicembre chiude l’anno con la sciarpa che serra.
Per fissare la sequenza, non occorre imparare tutti i versi in una volta. Si può cominciare con tre mesi, aggiungere i tre successivi e poi unire i gruppi. Quando il bambino sa recitare la filastrocca, chiedetegli di partire da un mese diverso da gennaio: «Dopo aprile che cosa viene? E prima di novembre?». Così verifica di conoscere l’ordine, non soltanto il suono della poesia.
Un gioco per associare mesi e stagioni
Preparate dodici piccoli cartellini con i nomi dei mesi e quattro fogli con le scritte inverno, primavera, estate, autunno. Disponete i fogli sul tavolo e mescolate i cartellini. Il bambino deve prima rimettere in fila i mesi da gennaio a dicembre, aiutandosi con la filastrocca solo se ne ha bisogno. Poi colloca ogni cartellino vicino alla stagione corrispondente.
Per questo gioco usate la suddivisione per mesi comunemente insegnata a scuola: dicembre, gennaio e febbraio per l’inverno; marzo, aprile e maggio per la primavera; giugno, luglio e agosto per l’estate; settembre, ottobre e novembre per l’autunno. L’inverno attraversa il cambio d’anno: dicembre è l’ultimo mese della sequenza, ma sta nello stesso gruppo di gennaio e febbraio. È un passaggio su cui vale la pena soffermarsi, perché può creare confusione.
Una volta sistemati i cartellini, chiedete al bambino di scegliere una parola o un disegno per ciascuna stagione: per esempio una sciarpa, un fiore, un’ombra, una foglia. Potrà disegnarli sui quattro fogli e poi spiegare perché ha collocato lì i mesi. Non è necessario che ogni parola della filastrocca appartenga esclusivamente a una stagione: l’ombrello si usa anche fuori dalla primavera e il mare si può vedere tutto l’anno. Il collegamento serve a ricordare, non a stabilire una regola sul meteo.
Come ripassare senza recitare sempre dall’inizio
Quando i cartellini sono al loro posto, toglietene uno senza farvi vedere e chiedete quale mese manca. All’inizio scegliete un mese facile da individuare, come quello tra gennaio e marzo; in seguito toglietene uno a metà della fila. Un’altra variante è indicare una stagione e chiedere di dire i suoi tre mesi nell’ordine corretto.
Se il bambino sbaglia, lasciate visibili i cartellini vicini e invitatelo a riprendere il verso della filastrocca che contiene quel mese. Poi riprovate senza suggerimenti. Bastano brevi ripassi in momenti diversi: l’obiettivo è che sappia trovare il mese precedente e quello successivo, oltre a recitare tutti e dodici i nomi.

