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Quando i bambini litigano per i colori: come proporre materiali condivisi

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 31/10/2026 15:56
Quando i bambini litigano per i colori: come proporre materiali condivisi

Quando i bambini litigano per i colori, la soluzione non è necessariamente comprare una confezione identica per ciascuno. Conviene prima rendere chiaro quali materiali sono condivisi, come si prendono e cosa fare quando due bambini vogliono lo stesso colore. Le regole funzionano meglio se sono semplici, visibili nell’organizzazione del tavolo e adatte all’età: per i più piccoli serve soprattutto l’aiuto concreto di un adulto.

Preparare materiali condivisi che siano facili da usare

Prima di iniziare, separate gli oggetti personali da quelli messi a disposizione di tutti. Un astuccio portato da casa può avere un significato diverso da una scatola preparata per l’attività: chiamare entrambi «colori di tutti» rischia di creare confusione. Potete dire: «Questi pennarelli sono per il tavolo; il tuo astuccio resta tuo». La condivisione riguarda ciò che avete scelto di condividere, non ogni oggetto che un bambino possiede.

Sistemate i colori in una o più vaschette raggiungibili da tutti, invece di lasciarli davanti a un solo bambino. Se il tavolo è grande, distribuire i materiali in due punti riduce gli spostamenti e le contese. Mettete a disposizione fogli sufficienti e uno spazio di lavoro riconoscibile per ciascuno: condividere i pennarelli non significa dover condividere anche il disegno. Controllate inoltre che i colori siano utilizzabili e che i tappi si aprano senza difficoltà; un materiale che non funziona può trasformare una piccola attesa in frustrazione.

Non occorre duplicare tutta la scatola. Se un colore è richiesto spesso, averne un secondo può aiutare, ma vale la pena mantenere un’occasione gestibile per esercitarsi ad aspettare e a chiedere. Per i bambini molto piccoli, invece, un’attesa lunga o una regola astratta come «a turno per cinque minuti» è difficile da seguire: meglio proporre subito un’alternativa concreta e restare vicini durante lo scambio.

Stabilire una regola per il colore conteso

Prima che inizi l’attività, concordate poche indicazioni: si prende un colore alla volta, lo si usa e poi lo si rimette nella vaschetta; se è occupato, lo si chiede senza strapparlo di mano. Mostrate il gesto mentre lo spiegate. Una regola breve come «quando hai finito, lo passi» è più comprensibile di un richiamo generico a essere generosi.

Quando entrambi vogliono lo stesso pennarello, descrivete il fatto senza assegnare subito una colpa: «Volete tutti e due il blu. Adesso lo sta usando Anna; quando finisce questa parte, lo passa a Luca». Se chi lo tiene sta colorando un’intera pagina, aiutatelo a individuare un punto di pausa più vicino, per esempio il completamento di una piccola figura. Nel frattempo, all’altro bambino potete proporre un colore diverso, un’altra parte del disegno o un compito da iniziare. L’alternativa non deve diventare un obbligo a rinunciare: serve a rendere l’attesa possibile.

Se il passaggio non avviene, intervenite con calma per far rispettare l’accordo. Evitate però di togliere automaticamente il colore al primo bambino solo perché il secondo protesta più forte: il messaggio sarebbe che gridare accelera il proprio turno. Allo stesso modo, non chiedete a chi aspetta di «essere paziente» senza indicargli che cosa succederà. Una sequenza riconoscibile — uso, pausa, passaggio — è più utile di una trattativa ricominciata a ogni litigio.

Intervenire senza trasformare il litigio in una gara

Se i bambini si strappano i materiali, fermate il gesto e mettete temporaneamente il colore sul tavolo: «Non ci tiriamo i pennarelli di mano. Prima capiamo chi lo stava usando e come passarlo». Date spazio a entrambi per dire cosa volevano fare, con domande brevi. Lo scopo non è stabilire chi desidera di più quel colore, ma riprendere l’attività in modo sicuro e prevedibile.

Osservate anche quando nasce il conflitto. Se compare sempre all’inizio, può servire presentare meglio le regole prima di aprire la scatola. Se nasce mentre un bambino realizza un progetto preciso, offrirgli un piccolo spazio dove tenere il lavoro in corso può essere più utile che sollecitare continui scambi. Se invece un bambino accumula molti pennarelli senza usarli, richiamate la regola di prenderne uno alla volta e rimettete gli altri in comune.

Non è necessario pretendere che ogni attività creativa sia condivisa. A volte ciascuno può lavorare con i propri materiali; in altre occasioni si può preparare un disegno collettivo, spiegando prima come collaborare. Alternare queste situazioni aiuta a distinguere il piacere di creare da soli dall’esperienza di usare risorse comuni. Dopo un litigio risolto, è sufficiente notare il comportamento concreto — «Hai aspettato che finisse il bordo e poi avete scambiato il verde» — senza trasformare ogni passaggio in una lezione morale.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia raccoglie idee per trasformare materiali comuni in giochi educativi e lavoretti creativi da fare insieme ai bambini. Nei suoi articoli propone attività semplici, con passaggi chiari e varianti per età diverse. Le piace trovare modi per riutilizzare carta e scatole e preparare piccoli progetti che lascino spazio alla fantasia.